Sono molto orgogliosa di annunciare la pubblicazione di un nuovo articolo, intitolato “Sistemi agroecologici e Nature Based Solutions in approccio Nexus per la sostenibilità urbana“, sulla rivista dell’Associazione Analisti Ambientali “Le valutazioni ambientali – n.10”, scritto a quattro mani con Luca Bisogni.

Le nostre città sono ricche di materiali trasformati, di cui entro certi limiti sarebbe possibile riuscire a recuperare buone quantità, considerandole come una sorta di “miniera urbana”; ma non sono in grado di produrre in modo autonomo le risorse fondamentali (acqua, cibo ed energia), che vengono quindi prelevate all’esterno.

Con l’obiettivo di svincolare la propria sopravvivenza dalle catene di valore globale e dai capricci dei mercati finanziari, diventa quindi fondamentale agire sui flussi metabolici di città e territori per renderli circolari e resilienti.
Negli approcci circolari alla pianificazione strategica su scala urbana e territoriale, ci si concentra spesso sul recupero dei flussi in uscita (come rifiuti e acque reflue); tuttavia, per ridurre la dipendenza delle città da luoghi remoti, è necessario soprattutto ridurre il più possibile i flussi in entrata: ciò significa non solo ridurre gli sprechi legati ai consumi, ma anche essere in grado di produrre all’interno delle città (o nei territori vicini) gli elementi più importanti per la sopravvivenza, ovvero cibo, acqua ed energia, attraverso l’attuazione di politiche sistemiche.

L’approccio Water-Energy-Food (WEF) Nexus si rivela molto efficace in tal senso: si tratta di un framework sviluppato dalle Nazioni Unite per indagare i collegamenti di dipendenza reciproca tra questi tre elementi, per ridurre i trade-off e promuovere lo sviluppo sostenibile nei sistemi urbani.

Una delle più efficaci applicazioni del modello Nexus per abilitare un metabolismo urbano di tipo circolare è probabilmente l’utilizzo strategico delle Nature Based Solutions (NBS), che si possono configurare come veri e propri sistemi agroecologici urbani.